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Il tuo sito ha una chat automatica? Dal 2 agosto 2026 devi dirlo a chi ci scrive
L’articolo 50 del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale si applica da agosto e non è stato rinviato. Riguarda anche il negozio che ha aggiunto un widget di assistenza senza pensarci troppo. Qui trovi che cosa è dovuto, entro quando, e come controllarlo da solo in cinque minuti.
| Da quando | 2 agosto 2026 |
| Prossima scadenza | 2 dicembre 2026, marcatura |
| Obbligo principale | dirlo alla prima interazione |
| Massimale | 15 M€ o 3% del fatturato |
| Per le PMI | si applica il minore dei due |
| Vigilanza in Italia | ACN |
Che cosa è cambiato ad agosto
Il regolamento (UE) 2024/1689 è entrato in vigore per gradi. Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50: sono quelli che toccano un sito normale, non i sistemi complicati di cui parlano i giornali.
Vale la pena dirlo perché a luglio è uscito il regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto digital omnibus, che ha rinviato parecchie scadenze. In molti hanno letto «rinviato» e hanno smesso di leggere. Il rinvio riguarda i sistemi ad alto rischio, spostati al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028. L’articolo 50 non è stato rinviato.
L’unica proroga sull’articolo 50 riguarda un punto solo: la marcatura leggibile dalla macchina dei contenuti generati, per i sistemi già sul mercato prima di agosto, ha quattro mesi di adattamento e scade il 2 dicembre 2026.
Gli obblighi, in una riga ciascuno
| Art. 50 par. 1 | Chi parla con una chat automatica deve saperlo, a meno che sia evidente |
| Art. 50 par. 2 | I contenuti generati dall’IA vanno marcati in modo leggibile dalla macchina |
| Art. 50 par. 3 | Chi è esposto a riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica va informato |
| Art. 50 par. 4 | Immagini, audio e video che raffigurano persone o fatti reali vanno dichiarati come artificiali |
| Art. 50 par. 5 | L’informazione arriva alla prima interazione, chiara, distinguibile e accessibile |
| Art. 4 | Misure a sostegno dell’alfabetizzazione in materia di IA del personale che usa gli strumenti |
| Art. 5 | Divieto di alcune pratiche: punteggi sociali, sfruttamento di vulnerabilità, emozioni sul lavoro |
Fonte: regolamento (UE) 2024/1689, come modificato dal regolamento (UE) 2026/1744. La formulazione è nostra, il contenuto è quello degli articoli citati.
La domanda che conta: chi risponde, una persona o un sistema?
L’obbligo dell’articolo 50 paragrafo 1 scatta quando dall’altra parte c’è un sistema di intelligenza artificiale. Se a rispondere è un collega in carne e ossa, non è dovuto niente. Il punto è che quasi tutti i prodotti di chat oggi fanno entrambe le cose: la persona negli orari di ufficio, il sistema automatico la notte e nei fine settimana. In quel caso l’obbligo c’è, e c’è di notte.
La stessa cosa vale per il centralino di risposta ai messaggi, per il configuratore che consiglia il prodotto e per la prova virtuale che usa la fotocamera. Quest’ultima è il caso più delicato: se lavora sul volto, oltre all’articolo 50 entra in gioco l’articolo 9 del GDPR, che tratta i dati biometrici come categoria particolare.
Come controllarlo da solo
- Apri il tuo sito da una finestra anonima e fai partire la chat. Guarda il primo messaggio che compare: dice che stai scrivendo a un assistente automatico? Se lo dice solo dopo tre scambi, o non lo dice affatto, è lì che manca qualcosa.
- Guarda di notte. Molti widget passano in automatico fuori orario. La verifica fatta alle undici del mattino non racconta cosa succede alle undici di sera.
- Chiedi al fornitore del widget se il prodotto usa un sistema di IA per formulare le risposte, e se offre un’impostazione per l’avviso iniziale. Quasi tutti ce l’hanno e quasi nessuno la attiva, perché è disattivata di serie.
- Controlla la pagina privacy. Scriverlo lì è utile ma non basta: l’articolo 50 paragrafo 5 chiede che l’informazione arrivi «al più tardi al momento della prima interazione». Una pagina che nessuno apre non è la prima interazione.
- Guarda le immagini e i testi pubblicati. Se le schede prodotto o le foto sono generate, la marcatura dell’articolo 50 paragrafo 2 è a carico di chi fornisce il sistema, ma la scelta di usarlo è tua e la scadenza del 2 dicembre 2026 riguarda gli strumenti che stai già usando.
Le date
| 2 febbraio 2025 | Pratiche vietate (art. 5) e alfabetizzazione (art. 4) |
| 2 agosto 2026 | Obblighi di trasparenza dell’art. 50. Non rinviati |
| 2 dicembre 2026 | Scade il periodo di adattamento per la marcatura dei sistemi generativi già sul mercato |
| 2 dicembre 2027 | Sistemi ad alto rischio dell’allegato III, rinviati dal digital omnibus |
| 2 agosto 2028 | Sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti, allegato I |
Quanto si rischia, e chi controlla
Per l’articolo 50 il massimale dell’articolo 99 paragrafo 4 è di 15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale annuo, e si applica il più alto dei due. Per le piccole e medie imprese e per le imprese emergenti il paragrafo 6 rovescia la regola: si applica il minore. È una differenza che cambia tutto per un’azienda normale.
In Italia la legge 23 settembre 2025 n. 132 assegna la vigilanza del mercato e il potere sanzionatorio all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, e le funzioni di notifica all’AgID. I decreti legislativi di adeguamento, che modulano gli importi entro i limiti del regolamento, sono stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026.
Una cosa che conviene sapere: l’articolo 99 paragrafo 7 elenca i fattori che l’autorità considera nel decidere l’importo, e tre di questi dipendono da cosa hai fatto prima del controllo. Le misure tecniche e organizzative adottate, la collaborazione con l’autorità, e il fatto di aver segnalato tu stesso il problema. Non è un dettaglio retorico: è la ragione per cui mettere per iscritto quello che si usa e come lo si dichiara vale più della correzione in sé.
Il punto che quasi nessuno nota
L’articolo 50 paragrafo 5 chiude dicendo che l’informazione deve essere conforme ai requisiti di accessibilità applicabili. Vuol dire che l’avviso «stai parlando con un assistente automatico» deve essere leggibile da uno screen reader, raggiungibile da tastiera e con un contrasto sufficiente, come tutto il resto del sito ai sensi del decreto legislativo 82/2022. Le due normative si incontrano esattamente lì, e un banner di avviso costruito male le manca entrambe in una volta sola.
Preferisci che lo guardiamo noi
Il controllo rileva quali componenti di intelligenza artificiale il tuo sito carica davvero, registrando le risorse che le pagine chiedono, e cerca l’informativa nelle pagine legali collegate. Poi ti scriviamo che cosa risulta e quali domande restano aperte, perché alcune risposte stanno nei tuoi contratti e non sul sito.
Questa guida non è un parere legale. Date, articoli e importi sono quelli del regolamento (UE) 2024/1689, del regolamento (UE) 2026/1744 e della legge 132/2025, allo stato di settembre 2026.