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European Accessibility Act: il tuo sito è obbligato, e cosa devi fare in concreto

Dal 28 giugno 2025 chi vende ai consumatori nell’Unione europea deve avere un sito accessibile. Qui capisci in tre domande se riguarda anche te, cosa vuol dire essere a norma, e la lista delle cose da fare, in ordine.

In sintesi
Siti con dichiarazione43 su 89
Siti senza errori1 su 89
Chi è esclusosotto 10 addetti e sotto 2 M€
Sanzionida 5.000 a 40.000 €
Segnalazioni pubblichepiattaforma AgID dall’11/03/2026
Dati dello studio beaudited, rilevazione del 07/09/2026.

Cos’è, in una riga

L’European Accessibility Act è la direttiva europea 2019/882, in Italia il decreto legislativo 82/2022. Dal 28 giugno 2025 chiede che i servizi venduti ai consumatori, e-commerce compreso, siano accessibili alle persone con disabilità. Non è una raccomandazione, è un obbligo con una scadenza già passata.

Si applica a te? Tre domande

  1. Vendi a consumatori nell’Unione europea? Conta il mercato, non la sede. Un’azienda con sede fuori dall’UE che vende a clienti europei rientra lo stesso.
  2. Sei sopra la soglia della microimpresa? Sono esentate le microimprese che erogano servizi, cioè sotto i 10 addetti e sotto i 2 milioni di fatturato o di bilancio annuo. Servono entrambe le condizioni: se ne superi una sola, non sei esente.
  3. Il servizio è digitale e rivolto al pubblico? Commercio elettronico, servizi bancari, biglietterie, e-book, comunicazioni: se il consumatore ci interagisce, l’accessibilità è dovuta.

Se hai risposto sì alle prime due, il tuo sito deve essere accessibile e devi poterlo dimostrare.

Cosa vuol dire essere a norma

Accessibile ha un metro preciso. Il riferimento tecnico è lo standard europeo EN 301 549, che rimanda alle linee guida WCAG nel livello AA. beaudited misura sullo standard WCAG 2.2 AA, la versione aggiornata a cui punta EN 301 549. In parole semplici i contenuti devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti: testo leggibile anche a chi ha una vista ridotta, tutto raggiungibile da tastiera, moduli con etichette, immagini con testo alternativo, e un contrasto sufficiente fra testo e sfondo.

La prova di tutto questo, per iscritto, è la dichiarazione di accessibilità. Come si scrive, cosa deve contenere e perché dichiarare senza misurare è un rischio, lo trovi nella guida dedicata.

Cosa rischi

In Italia l’autorità è AgID. Le sanzioni vanno da 5.000 a 40.000 euro, più da 2.500 a 30.000 per chi non collabora con i controlli. Dall’11 marzo 2026 AgID ha una piattaforma pubblica dove chiunque, un cliente o un concorrente, può segnalare un sito non accessibile. Oltre alla multa c’è il danno di reputazione, e il rischio che una dichiarazione falsa diventi, in un contenzioso, la prova che il problema era noto.

Cosa fare, in ordine

  1. Misura. Prima di tutto sapere a che punto sei. Puoi farlo da solo in Chrome con Lighthouse, scheda Accessibility, sulle pagine che contano: home, una scheda prodotto, il carrello, il pagamento. Oppure lo misuriamo noi su un campione e ti mandiamo l’esito per iscritto.
  2. Correggi i problemi veri. Il contrasto insufficiente fra testo e sfondo è la prima causa in un sito su due, ed è anche la più economica da sistemare, di solito pochi colori nel foglio di stile. Poi tastiera, etichette dei moduli, testi alternativi.
  3. Scrivi una dichiarazione onesta. Meglio un «parzialmente conforme» con l’elenco di cosa manca, che un «conforme» scritto senza aver misurato.
  4. Tieni un canale di segnalazione. Un indirizzo a cui l’utente scrive se trova una barriera, con i tempi di risposta. Senza, va dritto alla piattaforma di AgID.
  5. Riverifica. Ogni volta che cambi il tema, aggiungi un’app o una promozione, puoi rompere qualcosa. L’accessibilità non è un bollo, è uno stato da mantenere.

Parti dalla misura

Il controllo iniziale costa 1 euro: ti diciamo quante violazioni WCAG ha il tuo sito e su quali pagine, entro 48 ore lavorative. Se poi vuoi correggerle, la verifica completa per l’EAA ti dà il rapporto con ogni problema e la sua soluzione, più la bozza della dichiarazione, a prezzo fisso e tutto per iscritto.

Avvia il controllo a 1 euro

Questa guida non è un parere legale. Le date, le soglie e le sanzioni sono quelle della direttiva 2019/882, del decreto legislativo 82/2022 e delle comunicazioni AgID aggiornate a settembre 2026.

Domande frequenti

L’European Accessibility Act riguarda anche i siti con sede fuori dall’Unione europea?

Sì, se vendono a consumatori nell’Unione europea. Conta il mercato in cui offri il servizio, non il paese in cui hai la sede.

Basta un tema o un template accessibile?

No. Un tema nasce accessibile ma poi lo personalizzi: banner, popup, colori del marchio e app aggiunte sono i punti in cui l’accessibilità cade. Va misurato il sito reale, non il tema di partenza.

Devo seguire le WCAG 2.1 o le 2.2?

Il riferimento è lo standard europeo EN 301 549 nel livello AA. beaudited misura sulle WCAG 2.2 AA, la versione aggiornata: chi rispetta le 2.2 copre anche le 2.1.

Cosa succede se non faccio niente?

Dall’11 marzo 2026 chiunque, un cliente o un concorrente, può segnalarti sulla piattaforma pubblica di AgID. Le sanzioni vanno da 5.000 a 40.000 euro, più da 2.500 a 30.000 per la mancata collaborazione con i controlli.

Quanto costa mettersi a norma?

Dipende da quanti problemi ha il sito. Molti sono economici, il contrasto insufficiente dei colori per primo. Il controllo iniziale che ti dice a che punto sei costa 1 euro.